Salta al contenuto
Calabria camping.it
Calabria

Un altopiano, due massicci e ottocento chilometri di costa

La montagna calabrese non è un fondale: è un terzo della regione, e sale a duemila metri a pochi chilometri dal mare.

La Calabria è la regione più montuosa del Mezzogiorno, e chi la conosce solo per le spiagge fa fatica a crederci. Il rilievo occupa quasi tutto l'interno e si divide in tre blocchi, separati da due strozzature: il Pollino a nord, la Sila al centro, l'Aspromonte a sud, con in mezzo la catena Costiera e le Serre.

Il Pollino

È il parco nazionale più esteso d'Italia, quasi centonovantamila ettari a cavallo fra Calabria e Basilicata. La cima più alta, Serra Dolcedorme, arriva a 2.267 metri. E la montagna del pino loricato, l'albero che cresce sulle rocce nude e che il parco ha preso come simbolo, e delle gole scavate dai torrenti: quella del Raganello, sopra Civita, è la più conosciuta.

La Sila

I pini larici della Sila, che formano boschi fitti sopra i mille metri

La Sila non è una catena ma un altopiano: un tavolato che sta fra i mille e i milleduecento metri, con cime rotonde che superano di poco i milleottocento. Ci si arriva salendo da Cosenza o da Crotone e la sensazione è di essere entrati in un'altra regione, perché i boschi di pino laricio, i pascoli e i laghi non hanno niente di mediterraneo. I tre laghi principali, Cecita, Arvo e Ampollino, sono artificiali: nascono dagli sbarramenti costruiti fra le due guerre per produrre energia.

L'Aspromonte

L'Aspromonte è il massiccio che chiude la penisola, e sale a 1.955 metri col Montalto. Visto dalla costa sembra una parete unica; salendo si scopre che è fatto di terrazzi sovrapposti, di fiumare larghissime e quasi sempre asciutte, e di paesi abbandonati dopo le alluvioni del Novecento. Dal Montalto, nelle giornate limpide, si vede l'Etna.

Le coste

Circa ottocento chilometri di costa, distribuiti su due mari. Le fasce che vale la pena distinguere sono quattro: la Riviera dei Cedri, sull'alto Tirreno, dove la costa alterna spiagge e promontori; la Costa degli Dei, fra Pizzo e Nicotera, con le falesie di Capo Vaticano; la Costa Viola, fra Palmi e Villa San Giovanni, dove la montagna cade nello Stretto; e la lunga distesa ionica, dal golfo di Taranto fino alla punta.