Una regione lunga, e per questo difficile da riassumere
Quasi due milioni di abitanti, cinque province, e trecento chilometri da percorrere per andare da un capo all'altro.
La Calabria si sviluppa in lunghezza, e quasi tutti gli errori di chi la visita per la prima volta nascono da qui. Da Tortora, al confine con la Basilicata, a Melito di Porto Salvo, sulla punta, ci sono trecento chilometri buoni: è la stessa distanza che separa Milano da Firenze, ma senza una vera pianura in mezzo. Chi prenota un campeggio sul Tirreno e programma una gita a Capo Colonna sullo Ionio scopre tardi che sono quattro ore ad andare e quattro a tornare.
Due mari, due modi di stare al mare
Il Tirreno calabrese è verticale. La montagna arriva quasi all'acqua e lascia una fascia stretta, dove strada, ferrovia e paesi si contendono lo spazio: da qui vengono i tratti più spettacolari, la Costa Viola sopra lo Stretto e la Costa degli Dei intorno a Tropea, e anche i campeggi più piccoli, spesso su terrazze scavate nel pendio. L'acqua diventa profonda subito.
Lo Ionio è l'opposto. La costa si distende, le spiagge sono lunghe e la sabbia grossa o ghiaiosa, i fondali digradano piano. È la fascia dove stanno i villaggi turistici più grandi e la maggior parte delle piazzole della regione, spesso in pineta. È anche la fascia della Magna Grecia: Sibari, Crotone, Locri stavano tutte qui.

E poi c'è la montagna, che nessuno si aspetta
Tre parchi nazionali in una regione sola sono un caso unico in Italia. Il Pollino, condiviso con la Basilicata, è il più esteso del paese; la Sila è un altopiano di boschi e laghi a milleduecento metri; l'Aspromonte è il massiccio che chiude la penisola, ripido su tutti i lati. Sono montagne mediterranee: si vede il mare da quasi ogni cima, e a luglio si passa dai trentacinque gradi della costa ai venti scarsi dei mille metri in mezz'ora di salita.
Il mare per dormire, la montagna per le ore centrali.
La regola pratica di chi viaggia d'estate
Come ci si organizza
La regola è scegliere un tratto di costa e restarci. Trecento chilometri di regione non si visitano da una base sola: conviene decidere se il viaggio è tirrenico o ionico, e casomai spostare la base una volta a metà vacanza. Dall'alto Tirreno si raggiungono il Pollino e la Riviera dei Cedri; dal medio Tirreno, Tropea e Capo Vaticano; dallo Ionio crotonese, Le Castella e la Sila; dal basso Ionio, Gerace, Stilo e la costa grecanica.
L'altra cosa da mettere in conto sono le strade. L'autostrada A2 corre sul versante tirrenico e in mezz'ora fa quello che sulla statale ionica ne richiede il doppio: la statale 106 attraversa tutti i paesi, ha semafori e rotatorie, e d'estate si mette in coda. Chi viaggia in camper la percorra con calma, senza fidarsi dei tempi che promette il navigatore.