L'Aspromonte
Il massiccio che chiude la penisola: fiumare larghe, paesi abbandonati e la vista sull'Etna.
L'Aspromonte è la montagna della punta, e il nome inganna: non viene da aspro ma dal greco, e voleva dire monte bianco. Visto dalla costa sembra una parete unica e continua; salendo si scopre che è fatto di terrazzi sovrapposti, ognuno con la sua vegetazione, dagli agrumi in basso ai faggi in alto.
Le fiumare
La fiumara è la forma del paesaggio aspromontano: un letto larghissimo di ciottoli bianchi, quasi sempre asciutto, che scende dal massiccio al mare. Sembrano strade abbandonate. Poi arriva la pioggia d'autunno e in poche ore si riempiono: è per questo che i paesi stanno in alto sui fianchi e non in fondo, è per questo che alcuni sono stati abbandonati dopo le alluvioni del Novecento.
I paesi che si sono svuotati
Pentedattilo sta su una rupe che si apre in cinque punte come una mano, ed è stato abbandonato quasi del tutto; oggi qualche casa è stata recuperata e d'estate ci sono botteghe e rassegne. Roghudi vecchio è stato lasciato dopo le alluvioni degli anni Settanta e si raggiunge solo a piedi. Sono posti che si visitano in silenzio.
Il greco di Calabria
Su questo versante sopravvive una lingua che discende direttamente dal greco antico, parlata ancora da poche centinaia di persone a Bova, Galliciano e nei paesi vicini. Bova sta a novecento metri e si raggiunge da Melito con una strada lunga e tortuosa: è la visita che chiude bene una giornata sull'Aspromonte.